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Nella Piazza dei Balli si trova “Su Putzu Mannu”, un grande pozzo che, come indica il toponimo, è stato, nel tempo, il più importante punto di approvvigionamento idrico del borgo di Allai. Il pozzo, di forma quadrangolare, è scavato nella roccia e raggiunge una profondità di 13,50 metri, altezza a cui si trova una ricca vena d’acqua sorgiva sotterranea. I blocchi di trachite da cui è composto sono ben incastrati l’uno nell’altro e disposti su più file. Sei metri sotto il livello della piazza si apre una camera larga sei metri, utilizzata come bacino di raccolta dell’acqua.

Nel 1983, durante un’operazione di svuotamento e ripulitura del pozzo, al suo interno furono trovati per caso centinaia di boccali, brocchette, piatti e stoviglie e più di settemila frammenti di vasellame, recuperati dalla Soprintendenza grazie alla segnalazione di un privato. 

Tra le ceramiche rinvenute la maggior parte dei boccali presenta un’invetriatura su circa un terzo dell’altezza totale dei manufatti e alcuni pezzi sono decorati con disegni incisi sulla superficie con una punta sottile o a stecca. Probabilmente questi oggetti sono stati prodotti dalle botteghe locali: è nota la tradizione dei “figoli” (vasi, in generale artigiani della ceramica) oristanesi che operarono sul territorio fin dal XV secolo.

Nel pozzo sono stati rinvenuti, seppur in numero minore, anche manufatti “d’importazione” come i frammenti smaltati di colore grigio-celeste liguri con decorazione floreale stilizzata e qualche coccio ceramico catalano. 

Il maggior numero di materiali non locali proviene però dalle botteghe toscane di Montelupo Fiorentino: sono perlopiù boccali e, in numero minore, piatti e ciotole, tutti decorati con smalti colorati, databili tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo. Rimane ancora un mistero sul come, quando e perché queste straordinarie ceramiche tardo-rinascimentali siano state portate ad Allai, anche se esistono nell’Isola altri manufatti di produzione montelupina rinvenuti durante scavi archeologici a Cagliari, Nurachi, Iglesias, San Vero Milis e Sant’Antioco.