Nella Sala dove è esposta la statua-menhir femminile denominata Dea Madre, proveniente dalla collina della località Lodduo, è presente una seconda statua-menhir dai tratti maschili, recuperata fortuitamente negli anni Ottanta tra le rovine del fianco sud del nuraghe trilobato a tholos di Arasseda, sito nel pianoro di Pranu Olisa nei pressi del centro abitato di Allai, nella regione storico-geografica del Barigadu al confine con il Mandrolisai. L’imponente statua in trachite rosa patinata di grigio, dalla sagoma ogivale, si presenta spezzata alle due estremità. Nella faccia anteriore compaiono dei motivi a bassorilievo e nel terzo superiore compare lo schema del volto a forma di “T” con un naso particolarmente sviluppato raccordato da due sopracciglia. Sotto questa incisione è posta una cornice dalla forma di ellisse. Nonostante lo sfaldamento della pietra in diversi punti, la decorazione sembra essere quella originale.
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